GIORGIO GUALDRINI, dopo gli studi liceali, si è laureato  presso l’Università di Firenze. Svolge attività professionale a Faenza come socio dello studio Cooprogetto realizzando prevalentemente interventi di restauro e di recupero nei centri storici nonché interventi di edilizia residenziale e terziaria. Nel 1990 si è aggiudicato  il Primo Premio al “Concorso Nazionale per il riassetto del presbiterio della Cattedrale di Faenza”, opera quattrocentesca di Giuliano da Maiano e nel 2013 ha redatto il progetto esecutivo dei nuovi arredi liturgici (altare, ambone, cattedra episcopale) della stessa cattedrale. In campo museale nell’anno 2000 ha redatto il progetto di restauro e allestimento del Museo Diocesano nel Palazzo Episcopale di Faenza-Modigliana che solo nel 2011 ha avuto un primo, parziale compimento, seguito dalla pubblicazione dei volumi Museo, arte sacra, città (2011), Dalle chiese al museo (con A. Tambini, 2012) e The Diocesan Museum. Artworks and places, in Religion and Museums. Immaterial and material Heritage, a cura di V. Minucciani (Allemandi, Torino, London, New York, 2013) Ha ricevuto segnalazioni in concorsi internazionali di architettura ed esposto alla Triennale di Milano. Sue opere e scritti sono state pubblicati su numerosi libri e riviste specializzate, fra le quali C e A partners, Almanacco di Casabella, Parametro, La nuova città, Recuperare l’edilizia, I confini della città, Chiesa Oggi e la Rivista Internazionale di storia dell’arte e di arti liturgiche Arte Cristiana. Ha affiancato all’attività professionale una personale ricerca teorica con frequenti incursioni nel campo della filosofia e della teologia. Ha pubblicato fra gli altri: Spazio architettonico e spazio liturgico della Cattedrale di Faenza prima e dopo il Concilio Ecumenico Vaticano II (1992), Lo spazio dell’incontro con l’altro. Architettura e rito (1995). Al restauro in architettura ha dedicato il libro Ritornare ad Itaca? (1999). Ha inoltre affrontato i temi della storia urbana e del paesaggio rurale ed ha scrutato il rapporto fra i bambini e la città pubblicando Appunti per una urbanistica raccontata ai ragazzi (1990), con prefazione scritta dall’architetto Giovanni Michelucci pochi mesi prima della morte.